domenica 28 gennaio 2007

Il denaro e' potere

Il denaro ha ormai perso la propria funzione di facilitare lo scambio di merci (di cui abbiamo ampliamente discusso in alcuni post precedenti), per diventare semplicemente uno strumento di potere.
Oggi il denaro compra principalmente le persone, direttamente o indirettamente, molto meno le cose. Chi detiene il potere economico per poter ottenere dai politici quello che gli serve, li corrompe, gli paga le elezioni (anche se sempre piu' spesso semplicemente fanno eleggere i loro tirapiedi o loro stessi). Oppure indirettamente si comprano i giornali, le televisioni, i siti internet al fine di far credere alle persone quello che si ritiene piu' conveniente far credere.
Il punto e' che come detto nel post della scorsa settimana alcune persone dragano la ricchezza prodotta dalla gente per poterla accumulare, questo viene fatto nei modi piu' fantasiosi e svariati, anche se una volta compreso il meccanismo ci si accorge che il gioco e' sempre uguale. Ma cosa ci faranno mai queste poche persone con entrate degne di una nazione ricca? Per quanto tu possa comprare cose, quando hai un triliardo che ci fai? Ti compri 10 case, ti copri l'aereo per spostarti dall'una all'altra, compri la carne migliore del mondo e vai direttamente in Argentina a comprarla, vai Napoli a prendere il caffe' e a Parigi a comprare le baguettes e poi? Ancora non hai intaccato di nulla il tuo patrimonio, per quanto tu possa spendere non c'e' modo per te e le prossime generazioni della tua genia di finire i soldi comprandoti cose. A che servono dunque tutti i soldi che questa gente accumula? A comprare la possibilita' di perpetuare il potere e possibilmente di aumentarlo.
Ma non scordiamoci che in qualunque modo questa gente abbia accumulato la ricchezza e' solo una convenzione; infatti se diciamo loro avessero oro e noi decidessimo di punto in bianco che l'oro non vale nulla anche se loro si tenessero tutto l'oro del mondo noi potremmo campare benissimo senza che ce ne possa fregare di meno che loro sono padroni dell'oro anzi loro dovranno pur campare in qualche modo e se non fossero in grado di produrre da soli quello di cui hanno bisogno, dovrebbero venire da noi a chiedere di scambiare il nostro cibo, i nostri vestiti, le nostre case con il loro oro, ma dato che a noi l'oro ci fa schifo (nella finzione intendo), che andassero a lavorare i campi se vogliono mangiare. Se avessero accumulato bancote, ancora piu' facile, io sono pieno di carta a casa che me ne faccio di dei biglietti colorati sui quali non posso scrivere e che non hanno niente di interessante scritto sopra? Le banconote sono una convenzione ancora piu' dell'oro se non dessimo valore alla convenzione le banconote sarebbero carta straccia.
Se avessero comprato del terreno e' sempre per convenzione che noi lo attribuiamo a loro, non potendo pagare eserciti per difendere ettari ed ettari di terreno, non sarebbero nemmeno in grado di controllare tutti i loro possedimenti. Insomma c'e' qualcuno che detiene un enorme potere su di noi, che ci costringe a suicidarci dandoci auto che vanno a benzina anziche' a idrogeno solo per poterci vendere il petrolio, che ci inquina e ci fa inquinare terreni e acque ecc. Eppure questo enorme potere glie lo diamo noi per convenzione, ci basterebbe decidere che per convenzione glie lo togliamo e loro sarebbero improvvisamente nudi e si accorgerebbero che non sono nessuno.
Poche persone si rendono conto di questo ed e' per questo che queste persone ci tengono a non farci diventare troppo colti, a non farci capire, a non farci porre domande, ci tengono (sono molto carini si preoccupano per noi).
La conoscenza e' potere, non il denaro.
LA CONOSCENZA E' POTERE

giovedì 18 gennaio 2007

Come rubare ai poveri per dare ai ricchi

Attualita'
Tra qualche anno ci sara' tanta gente che dira' io lo avevo detto; che cosa? Due cose; una che l'economia americana e' al collasso e che quindi di qui a poco ci sara' un periodo di fortissima crisi negli USA che si portera' dietro piu' o meno tutto il mondo; due che gli USA si stanno trasformando in uno stato autoritario (per capirci vanno verso la dittatura). Ovunque leggi, ci sono persone che scrivono dell'una o dell'altra cosa e domani solo chi non ha voluto sapere dira' ma nessuno poteva immaginarlo.
Oggi ho visto (con qualche gg di ritrdo) la trasmissione di Vespa su Hittler (per caso non guardo Vespa di solito), ad un certo punto (stiamo parlando di Bruno Vespa, non certo uno vicino alla sinistra), parlando di Hittler e della sua propaganda ha detto:” La propaganda diceva, noi siamo isolati, noi siamo nel giusto, tutti vogliono attaccarci difendiamoci, e' la tecnica di tutti i dittatori”, e uno storico (Lucio Villari) presente alla trasmissione annuiva. E' evidente che Vespa non si e' reso conto di quanto attuale fosse quello che aveva appena asserito, non si e' reso conto che stava descrivendo la propaganda di Bush, altrimenti si sarebbe ben guardato dal dire quello che ha detto.
Questo e' un sintomo di quello che accade, un altro sintomo, e' il fatto che ci venga chiesto di rinunciare alle nostre garanzie di liberta' in favore di una presunta necessita' di proteggerci dagli attacchi dei terroristi; terroristi che per altro sono per lo piu' creature degli stessi stati uniti; i Talebani vennero armati per combattere la Russia in Afganistan, lo stesso e' accaduto con Osama Bin Laden (che fine ha fatto?), per non parlare di Saddam Hussein armato dagli USA per combattere contro l'Iran e l'Iran stesso armato sempre dagli USA per poter sfiancare Saddam in una guerra senza vincitori se non le compagnie petrolifere e i fabbricanti di armi guarda caso americani.
Un altro sintomo (il piu' notevole), e' il fatto che gli USA sono in guerra ovunque, dall'Iraq all'Afganistan fino alla Somalia e sono coinvolti in tutte le rivoluzioni “colorate” delle ex repubbliche sovietiche.
Un altro sintomo e' che le ultime due elezioni sono state una frode e ci sono le prove, eppure si e' fatto finta di nulla.
Ma non e' questo quello di cui volevo parlare ma di come Bush ha rubato al popolo americano una cifra enorme di denaro per distribuirla alle corporations piu' ricche del mondo.
Ebbene Bush quando e' andato al potere, ha ereditato dal Clithon la piu' florida situazione economica degli stati uniti quasi da sempre, un avanzo piuttosto sostanzioso e una florida economia. Oggi gli USA hanno un debito spaventoso, credete che l'Italia sia in cattive acque?
Gli stati uniti oggi hanno un debito di oltre 8 trigliardi di dollari, il Prodotto Interno Lordo (il PIL) e' di circa un quarto, l'Italia ha un debito pubblico poco piu' del 100% del PIL gli usa di oltre il 400%.
Come si e' arrivati a questo? Fondamentalmente Bush ha ridotto le tasse (principalmente ai ricchi), ha fatto le guerre che hanno favorito ditte di costruzione (per appalti di ricostruzione assegnati ancora prima di cominciare la guerra) tipo Hollyburton (che fino a pochi mesi prima delle elezioni era diretta dall'attuale vicepresidente usa), alle compagnie petrolifere, alle compagnie che producono armi, alle compagnie che danno uomini per il supporto all'esercito amercano (un esercito privato che e' una volta e mezzo quello americano) ecc. Da un attivo di 5 e rotti trigliardi di dollari si e' passati ad un passivo di oltre 8 trigliardi ovvero Bush ha regalato a queste compagnie 14 trigliardi di dollari (5,6+8 e rotti) pari a 7 volte il prodotto interno lordo degli USA.
Adesso si moltiplicano gli articoli che spiegano come sara' necessario fare affinche' (i democratici che vinceranno le prossime elezioni) si possa risistemare il buco. Ebbene, sara' necessario tagliare sulla sanita', tagliare sulle pensioni, tagliare sulle scuole, tagliare sul social sicurity, tagliare insomma sui servizi per i poveri e le classi medie, tutti questi tagli farebbero scoppiare la rivoluzione se li facessero i repubblicani ma poiche' li faranno i democratici che gia' si stanno scaldando in panchina tutti le accetteranno di buon grado, come sacrifici necessari (conoscete la storia?).
Ecco come Bush ha regalato ai ricchi 14 trigliardi di dollari indebitando tutti, ma facendo poi pagare solo ai poveri per risanare il buco; quindi chi lavora paga doppio per la ricchezza di chi specula.
Se poi qualcuno di voi ha provato a speculare, non vi preoccupate perderete tutto presto, perche' la condizione di bancarotta degli USA portera' comunque ad un ridimensionamento della spesa degli americani che non potranno piu' campare sul debito che quindi non compreranno piu' la merce, italiana, tedesca o cinese e tutte le economie recederanno. Tutte tranne quelle dove chi ha fatto il furbo adesso avra' deciso di spostare i capitali per salvarli dal disastro e ricominciare il giochetto.
Good luck guys.

Ma voi ve lo immaginate quanto e' un trigliardo?

http://www.raiclicktv.it/raiclickpc/secure/folder.srv?id=2098 (trentesimo minuto e 40 sec.)
http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=752

venerdì 15 dicembre 2006

Capitolo 1 par 6 – La macchina termodinamica Uomo -

Qui mi riallaccio al discorso del paragrafo 1 e 5, partendo dall’inizio. Per le conoscenze scientifiche cha abbiamo oggi, possiamo affermare che i cambiamenti, per esempio di posizione degli oggetti, necessitano di energia. Per mettere una mela sul tavolo c’e’ bisogno che qualcuno o qualcosa ce la metta, ovvero che qualcuno o qualcosa utilizzi una parte dell’energia accumulata di cui dispone per muovere la mela. Questo e’ vero per qualunque azione noi compiamo, anzi diciamo che l’uomo brucia energia per il solo fatto di essere in vita. Come questo funziona lo potrebbe spiegare meglio di me un medico, ma per farla breve diciamo che l’uomo accumula energia che gli serve attraverso l’alimentazione, poi la riutilizza per i processi biologici e per “spostare le cose”, e’ peraltro dimostrato che una parte molto importante dell’energia viene utilizzata per i processi che avvengono nel cervello.
Dunque noi prendiamo il nostro carburante (ma anche i mattoni che ci costituiscono) dal cibo, vegetali, minerali, animali. Quello che noi consideriamo cibo (la mucca per quanto meno intellettualmente sviluppata, non credo che si consideri cibo), per poterci dare energia deve averla accumulata in qualche modo. Ancora una volta per semplificare, diciamo che le piante prendono l’energia direttamente dal sole, mentre gli animali, prendono l’energia accumulata dalle piante e anche l’energia accumulata dagli altri animali. Si notera’ che se non ci fossero le piante che riescono ad utilizzare direttamente la fonte di energia Sole, gli animali non potrebbero esistere. La quantita’ di energia accumulata dalle piante e’ minore rispetto alla quantita’ di energia accumulata dagli animali e questo spiega come mai un leone (che mangia principalmente carne) mangia un paio di volte a settimana, mentre una mucca (che mangia prevalentemente vegetali) mangia praticamente in continuazione. A parte l’energia immagazzinata sulla terra (che come sappiamo e’ una quantita’ finita), la totalita’ del mondo vegetale ed animale vive dell’energia del sole. L’energia del sole e’ una quantita’ definita dall’irraggiamento solare moltiplicata la superficie della terra, in altre parole e’ una quantita’ fissa al giorno.
Perche’ dico questo, per spiegare una cosa che a questo punto sembra banale, ma quando parli con la gente a volte ti rendi conto che non lo e’ cosi’ tanto. Ogni essere vivente utilizza una certa quantita’ di energia e quindi la toglie al resto dell’ecosistema, peraltro ogni essere vivente trasforma l’ecosistema in una maniera che fino ad un certo punto ha avuto una sorta di equilibrio. Per dire: se io ho un uomo che respira ossigeno e butta fuori anidride carbonica e una pianta che fa il contrario, la quantita’ totale di anidride carbonica e di ossigeno non varia. In grande scala l’equilibrio si e’ mantenuto per molti milioni di anni, anche se dobbiamo anche ricordare come l’atmosfera cambio’ radicalmente da quella originaria, per diventare quella che e’ oggi, grazie allo “inquinamento” prodotto dai minuscoli organismi primordiali. Tornando ad oggi, si chiama “impronta ecologica” dell’uomo (semplificando) la quantità di inquinamento che produce per la propria esistenza, una piccola impronta puo’ essere facilmente bilanciata, una grande impronta ha bisogno di piu’ tempo ed energia. Venendo all’impronta ecologica dell’umanita’ nel suo complesso, ci sono alcuni che ipotizzano la possibilita’ di una diminuzione della dimensione dell’impronta di ogni singolo possa essere una soluzione allo squilibrio, indipendentemente dal numero delle persone; mentre altri ipotizzano che comunque il numero delle persone non possa superare una certa quantita’. Vorrei far notare che per quanto piccola possa essere l’impronta ecologica, non potra’ mai ridursi a zero o meno (come alcuni ipotizzano), infatti come detto sopra, noi siamo macchine termodinamiche, che utilizzano energia per la propria sopravvivenza e che hanno bisogno che altre macchine (le piante) a loro volta utilizzino una parte dell’energia disponibile. Quindi ognuno di noi avra’ bisogno di un minimo di energia che non e’ nemmeno tanto poca, datosi che non ci basta vegetare, ci vogliamo muovere e possibilmente viaggiare, possibilmente vogliamo avere il computer ecc. Mi pare dunque evidente che un aumento del numero delle persone non puo’ che portare uno squilibrio nel sistema e questo e’ evidente quando ci accorgiamo che una parte del buco nell’ozono e’ causato dai gas prodotti dalle mucche in Australia, allevate per farci da “cibo”. Peraltro, se e’ vero che noi accediamo ad una energia piu’ concentrata mangiando altri animali, e’ pur vero che per dar da mangiare agli animali noi dobbiamo produrre una quantita’ di vegetali enormemente superiore di quella che servirebbe a dare la stessa energia direttamente all’uomo, il che e’ evidente visto che l’animale non solo accumula, ma utilizza per vivere una grande quantita’ di energia. Il quadro dunque e’ questo: la popolazione mondiale sta aumentando e l’impronta ecologica di tutti gli abitanti sta aumentando, con uno sviluppo enorme dell’impronta ecologica totale. Ho trattato questo argomento dal punto di vista politico, ma adesso voglio farlo dal punto di vista “scientifico”; se noi non invertiamo entrambe le rotte, sara’ impossibile per il sistema ritornare all’equilibrio, questo inneschera’ una serie di avvenimenti tendenti a ripristinare un diverso equilibrio che saranno naturalmente catastrofici per noi, inoltre sara’ inevitabile una mancanza di cibo per tutti che creera’ dei periodi di instabilita’ politica sempre piu’ rilevanti; la nostra società basata sulla tecnologia e lo sfruttamento intenso dell’energia imploderanno e si dovra’ fare i conti con una nuova era, che ad oggi non si puo’ commentare (perche’ non la conosciamo, pertanto e’ inutile dire migliore o peggiore), ma che sara’ certamente molto diversa da quella che viviamo oggi. Questo si avvera’ in tempi brevi, qualcosa prima altre cose dopo, ma comunque nell’arco di poche generazioni. Da piccolo mi dispiaceva essere nato in un epoca dove la storia sembrava essersi fermata, oggi non credo di poter essere molto contento di accorgermi di vivere in realta’ a meta’ tra due epoche completamente diverse ed esattamente quando il cambiamento si produrra’, anche se forse se mi avessero chiesto in che epoca avrei voluto vivere: probabilmente avrei scelto questa, avrei scelto di essere una delle ultime generazioni dell’epoca prima del cambiamento e una delle prime dell’epoca dopo il cambiamento (che comunque non vedro’ mai completo).



La diatriba tra ambientalisti
http://www.oilcrash.com/italia/ritiro.htm
Uomo macchina termodinamica ecc
“Storia dell’Abbondanza” di Luigi Sertorio
Impronta ecologica
http://it.wikipedia.org/wiki/Impronta_ecologica
Calcola la tua impronta ecologica
http://www.wwf.it/ambiente/sostenibilita/calcoloimpronta.asp

sabato 9 dicembre 2006

Capitolo 1 Par 5- Il mondo ed i suoi abitanti -

Un tempo, diciamo per es nella preistoria; il nostro pianeta era abitato da un numero limitato di persone. In funzione dell’esiguo numero di persone, la terra offriva una grande quantita’ di spazio e di risorse ad ognuno dei suoi abitanti umani. A quel tempo, probabilmente, i gruppi di persone erano molto piccoli se paragonati agli attuali raggruppamenti: New York 8.000.000 di abitanti, Citta’ del Messico 18,000,000 di abitanti, Nuova Deli 13.500.000 abitanti, Pechino 13.000.000 di abitanti ecc.
Vista vicino alle altre citta’ new York sembra persino spopolata, Roma, capitale dell’impero nel massimo splendore (secondo la guida archeologica di Filippo Coarelli) raggiungeva una popolazione di circa 5,000,000 di abitanti. Fatti un po’ di numeri torno indietro, dicevo che c’era molto spazio e molte risorse; molti animali selvaggi, molti pesci ecc. Le guerre tra piccoli gruppi scoppiavano di solito per offese che un componente del gruppo riceveva da un altro o per piccole controversie (come testimoniano gli studi sulle popolazioni indigena africane prima della loro colonizzazione e quelli sulle popolazione dei nativi americani nel nord america). Le guerre, spesso non erano cruente e spesso il gruppo che perdeva ammetteva presto la sconfitta, per evitare che ci fossero delle perdite inutili. Questo atteggiamento e’ ragionale se si pensa a quanto sia importante ogni vita in un gruppo di poche persone, ogni componente del gruppo ha una sua funzione che non e’ facile sostituire, tutti si conoscono e il cordoglio per la perdita di qualcuno si riflette su tutta la comunita’. Con il passare dei secoli, il numero delle persone e’ aumentato, proprio grazie all’abbondanza delle risorse. Anche la tecnologia e’ aumentata e con essa la possibilita’ di sfruttare le risorse, basti pensare alla nascita e all’evoluzione dell’allevamento e dell’agricoltura. L’agricoltura ha portato gli uomini a preferire la stanzialita’ al nomadismo. I villaggi e le citta’ si svilupparono dove c’era facilita’ di accesso all’acqua, un clima possibile e non troppo lontane le une dalle altre per facilitare gli scambi. Cosi’ alcune zone diventarono molto popolate mentre altre erano praticamente prive di esseri umani. Il Mediterraneo fu una delle zone piu’ popolose nell’antichita’. Le citta’ che inizialmente vivevano in una relativa armonia, pian piano cominciarono a “pestarsi” i piedi l’un l’atra, piu’ la densita’ della popolazione cresceva piu’ gli scontri diventavano frequenti; non che la gente facesse le guerre per lo spazio, che era ancora abbondante, ma per la possibilita’ di sfruttare o di rubare le risorse degli altri. Anche le guerre dell’epoca, per quanto sanguinose; avevano sempre un limitato numero di vittime sempre se paragonato alle guerre attuali, (in Iraq solo i morti civili sono 50,000, i morti della coalizione circa 21,000, motri varie milizie iraquene circa 50,000). In Iraq in cinque anni sono morte circa il doppio delle persone che sono morte in cento anni di guerre Puniche tra i Romani ed i Cartaginesi. C’e anche da dire che se i romani avessero avuto le bombe al fosforo, probabilmente i morti sarebbero stati di piu’. Ma il punto al quale voglio arrivare e’ un altro; oggi sul pianeta siamo 6,3 miliardi di persone, alcuni hanno una casa, un automobile, un telefonino, una seconda casa, una barca ecc. chi non ha queste cose (la maggioranza) le vorrebbe. La Cina in pochissimo tempo e’ passata da paese arretrato a potenza mondiale rastrellando acciaio e petrolio dal mercato, tanto che il prezzo dell’acciao e’ raddoppiato in un anno e gli Stati Uniti, hanno fatto guerra all’Afganistan per impedire alla Cina di comprare il petrolio direttamente dall’Iran ecc. E’ evidente che con questa popolazione (destinata ad aumentare), e con una aumento procapite di utilizzo delle risorse, sara’ inevitabile, da una parte il collasso del pianeta, dall’altro un periodo di guerre molto intenso. D’atro canto questa e’ una considerazione che l’ex segretario di stato americano Henry Kissinger (oggi consulente del papa tedesco e tutt’ora uno degli artefici della politica USA) aveva fatto negli anni ’70, proprio quando l’avevo fatta io la prima volta (precoce). La soluzione che io avevo trovato (bambino delle elementari che vedeva spazio 1999, pensando che il 1999 era cosi’ lontano che non sarebbe mai arrivato) era che i terrestri avrebbero dovuto colonizzare altri pianeti, l’idea di Kissinger era: che guerre e perstilenze uccidessero una buona parte della popolazione, a meno che non decidessero da soli di non riprodursi tanto (grazie per l’aternativa).

Consiglio anche questo interessante link lasciato da Valdo_stano
http://www.oilcrash.com/italia/ottimism.htm
New York
http://www.edt.it/viaggi/lonelyplanet/destinazioni/wg_2/single.php?g=29
Citta’ del Messico
http://www.edt.it/viaggi/lonelyplanet/destinazioni/wg_2/single.php?g=25
Nuova Deli
http://www.edt.it/viaggi/lonelyplanet/destinazioni/wg_2/single.php?g=11
Morti civili in Iraq
http://www.iraqbodycount.org/webcounters.php
Morti coalizione e varie Milizie iraquene
http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_in_Iraq#Le_perdite_della_Coalizione
Guerre Puniche
http://it.wikipedia.org/wiki/Terza_guerra_punica
Popolazione Mondiale
http://www.ecplanet.com/canale/varie-5/societa-57/1/0/11245/it/ecplanet.rxdf
Papa ed Kissinger
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=6393
Pestilenze e Kissinger (questo e’ per palati forti)
http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=547

lunedì 27 novembre 2006

Capitolo 1 paragrafo 4 – la forma di governo –

A qualcuno di voi sara’ capitato, saltuariamente, di osservare come il governo del nostro paese sia poco rappresentativo dei suoi cittadini. Io ultimamente mi sento rappresentato come un piccione al congresso dei cacciatori. Noi chiamiamo il nostro tipo di governo “democrazia” che e’ una parola che deriva dal greco e significa “governo del popolo”. In realtà non e’ una democrazia in quanto il popolo non governa, infatti io non sono mai stato chiamato a votare una legge come accadeva ai cittadini di Atene. La nostra e’ una democrazia “rappresentativa” dove cioè il popolo viene rappresentato da delle persone elette. Esistono anche la “oligarchia” che e’ il governo di pochi e la plutocrazia che e’ “il governo dei ricchi”. Ora io maliziosamente, mi sono fatto l’idea, di certo bislacca ed errata, che la nostra democrazia, nel momento in cui il popolo delega agli eletti i poteri decisionali, si trasformi in realtà in uno dei due o in entrambi i tipi di governo che ho descritto successivamente. Ecco di seguito la mia tesi, che presento solo come gioco intellettuale e che certamente e’ priva di ogni senso logico e di verosimiglianza.
Comincerei con la scelta dei candidati a rappresentare il popolo, che nel caso della democrazia dovrebbero essere scelti dal popolo stesso, ma ecco la prima cosa curiosa; i candidati vengono scelti dai funzionari di partito, che non sono persone elette dal popolo, inoltre: grazie alla nuova legge elettorale (non volevano cambiarla nei primi 100gg, di sicuro lo faranno), si sceglie il candidato che sara’ eletto e non come prima una lista di persone tra le quali il cittadino poteva comunque scegliere. Veniamo poi alle elezioni, i candidati (scelti dai partiti) hanno visibilità mediatica in funzione della forza del partito che li presenta, non tutti uguale come sarebbe logico. Quindi si ha che il partito, non il popolo, che gia’ ha acquisito potere ha molte armi in piu’ degli altri per poterlo mantenere e persino aumentare. A parte poi la visibilita’ istituzionale e’ inoltre necessaria una grande quantità di denaro per il candidato per poter pagare le spese della propaganda elettorale. Ci sono persino delle tabelle che dicono quanto bisogna spendere per accedere alle varie cariche, da amministratore locale a deputato. Può quindi un cittadino normale, che non ha mezzi finanziari presentarsi alle elezioni? No se non e’ appoggiato da qualcuno che ha i soldi. Ma se così e’ non e’ che poi una volta eletto chi gli ha prestato i soldi vorra’ qualcosa in contrario? Inoltre non c’e’ alcuna possibilta’ per un cittadino che volesse presentarsi alle elezioni di farlo se non appartiene ad un partito. Detta così sembrerebbe che i partiti siano plenipotenziali e che abbiano saldamente in mano il potere, che non provenendogli dal popolo ma da loro stessi possono permettersi di farne quello che gli pare. In realtà i partiti, per sostenersi, sono costretti; da una parte a dissanguare lo stato per piazzare i propri rappresentanti in ogni posto a costo di inventarselo, oppure (o meglio, e anche) a chiedere soldi in giro. Una enorme quantità di soldi, viene utilizzata dai partiti per creare il consenso e superare i partiti concorrenti. I soldi affluiscono in maniera lecita ed illecita, al fine di predisporre il nuovo governo a favore degli interessi di chi elargisce. Chi da i soldi di solito e’ chi li ha, quindi diciamo così “i ricchi”, che possono essere persone, ma piu’ spesso aziende, banche o anche altre nazioni. I partiti quindi desiderando perpetuare il proprio potere in realtà lo hanno delegato a chi li finanzia. Ecco come, a mio avviso, può talvolta accadere di avere l’impressione (certamente errata), che i nostri rappresentanti non facciano l’interesse nostro ma quello di qualcun altro. A parte il caso dell’Italia, mi pare del tutto evidente che la “democrazia” o vero il governo del popolo non esiste da nessuna parte e a guardare bene non e’ mai esistita se non ad Atene prima dell’arrivo di Alessandro Magno. Questo non vuole dire però che non c’e’ soluzione ma solo che bisogna trovarla. Studiando la storia si nota come le giovani “democrazie” siano spesso aiutate da una o più generazioni nelle quali predomina il senso dell’onore e della giustizia, nella quale la maggioranza dei rappresentanti si sente a servizio della comunità. Spesso col passare del tempo la “democrazia” si corrompe fino a diventare una dittatura.
Secondo me aiuta incazzarsi e farlo vedere, infatti il popolo icazzato fa paura.

http://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia