mercoledì 22 novembre 2006

Capitolo 1 paragrafo 2 - Il Lavoro -

Secondo la fisica il Lavoro si ottiene “bruciando” energia, questo e’ vero nelle teorie fisiche, per le automobili e per le persone. Per ottenere della carne, l’uomo primitivo, se ne doveva andare a caccia, trovare la preda, cacciarla; poi doveva tornare a casa, pulirla cuocerla e mangiarla. Tutto questo richiedeva fatica cioe’ lavoro, cioe’ utilizzo di energia. Col passare del tempo, la tecnologia e’ avanzata e l’uomo ha sempre meno utilizzato la propria energia per procurarsi il cibo, per esempio: inizialmente arava il terreno con le proprie forze, poi con i buoi e un solo uomo con un bue poteva fare il lavoro di 10, poi con il trattore e un solo uomo con un trattore poteva fare il lavoro di 100 e la fatica di 1/100. Non c’e’ niente da fare per creare il cibo (che contiene l’energia che noi utilizziamo per vivere) e’ necessario l’utilizzo di energia, che sia dei muscoli nostri o degli animali, che sia minerale o elettromagnetica. Non solo per mangiare si spendono energie, ma anche per costruire case, per fare i computer, per andare nello spazio ecc. Insomma tutte le attivita’ umane “bruciano” energia, e grazie al progresso le “macchine” fanno il grosso della fatica, mentre le persone sempre piu’ stanno sedute di fronte ad un monitor, ma fanno da sole il lavoro di 100, 1000 o 100.000 primitivi.
Ogni anno il progresso permette ad ogni persona di produrre di piu’. Per dire un esempio che conosco: un architetto solo fino a 10 anni fa’; doveva ridisegnare piu’ volte lo stesso disegno per poterlo dare al comune, al cliente ed all’impresa di costruzione, in piu’ ogni piccolo cambiamento risultava un gran lavoro, perche’ a volte bisognava rifare tutti e quattro i disegni da capo. Adesso i cambiamenti necessitano pochi secondi e le copie del disegno si fanno in un paio di minuti, mentre prima ci volevano giorni. Questo ha permesso agli architetti di migliorare la qualita’ dei disegni, e di produrre molto di piu’. Diciamo con un rapporto di 1 a 5 almeno, questo negli ultimi 10 anni; e lo stesso vale per quasi tutti i lavori, un po’ piu’ o un po’ meno.
Ma allora, perche’ gli architetti, i grafici, gli operai in fabbrica, i dipendenti negli uffici, che producono 5 volte di piu’ non guadagnano 5 volte di piu’? Come mai anzi guadagnano meno? (al netto dell’inflazione). Come mai mio padre con lo stipendio di professore ci manteneva la famiglia e oggi un professore non puo’ permettersi nemmeno di pagarsi la casa e la macchina? Gatta ci cova.
In altre parole la capacita’ di produzione di una persona, grazie all’uso dell’energia fossile o solare, e’ moltiplicata; quindi ogni persona produce, diciamo per dire poco 100 volte quello che produceva un uomo primitivo, pero’ l’uomo primitivo ci campava mentre quello contemporaneo ha bisogno di indebitarsi per arrivare alla fine del mese.
Ma poiche’ l’uomo contemporaneo indubitabilmente produce qualcosa, e quel qualcosa gli economisti lo chiamano ricchezza, e’ indubbio che se questa ricchezza non va a chi la produce va a qualcun altro. Dove va? A chi va? Quanti anni-uomo sono necessari per costruire una bomba atomica? Come mai alcune persone hanno patrimoni piu’ ingenti dei PIL di stati come l’Italia e ci sono persone che non hanno da mangiare? Forse queste persone riescono a produrre da sole questa ricchezza facendo il lavoro di milioni di persone da soli? Perche’ ci sono genitori che vedono morire di fame le loro creature, mentre con i soli rifiuti di NY ci si potrebbe sfamare una citta’ del terzo mondo?

Il concetto di Lavoro in Fisica
http://it.wikipedia.org/wiki/Lavoro_%28fisica%29
Il concetto di Lavoro in Economia
http://it.wikipedia.org/wiki/Lavoro_%28economia%29
Un accenno su dove va la ricchezza in piu’ che produciamo
http://www.signoraggio.com/signoraggio_fumettoisoladeinaufraghi.html
Libro: sulla fisica e sull’economia, molto, molto interessante
“Storia dell’Abbondanza” di Luigi Sertorio

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Dicono che a New York si lavora troppo e forse per qualcuno e' vero ma secondo me e' un po un luogo comune. Diciamo che e' un posto dove e' piu' facile produrre "ricchezza"(?) anche non ammazzandosi di lavoro. Questo potrebbe voler dire che forse una porzione maggiore della ricchezza che produco finisce nelle mie tasche (?).
E quindi economicamente parlando posso godermi di piu il frutto del mio lavoro. E' piacevole sapere che parte della tua energia e dei tuoi sacrifici vengono ricompensati.. tanto e' facile recuperare l'energia utilizzata andando a cena fuori!
Una delle cose buone del mondo del lavoro a NY.

Anonimo ha detto...

Dicono che a New York si lavora troppo e forse per qualcuno e' vero ma secondo me e' un po un luogo comune. Diciamo che e' un posto dove e' piu' facile produrre "ricchezza"(?) anche non ammazzandosi di lavoro. Questo potrebbe voler dire che forse una porsione maggiore della ricchezza che produco finisce nelle mie tasche (?).
E quindi economicamente parlando posso godermi di piu il frutto del mio lavoro. E' piacevole sapere che parte della tua energia e dei tuoi sacrifici vengono ricompensati.. tanto e' facile recuperare l'energia utilizzata andando a cena fuori!
Una delle cose buone del mondo del lavoro a NY.

Aurelio ha detto...

Bella domanda: Perché? Forse perché esiste comunque una gerarchia nella ricchezza che fa in modo che ciascuno protegge chi ha di più( parlo di protezione, perché sono convinto che coloro che hanno di più lo stanno rubando a quelli che hanno meno anche se la società e la legge, ingiustamente è dalla loro parte), nella speranza di poterlo raggiungere o comunque di non perdere quello che ha. Il tutto a vantaggio di chi è vergognosamente ricco e a svantaggio di chi muore di fame.

Valdo_Stano ha detto...

Mi permetto di consigliare un ulteriore link per coloro che volessero approfondire la questione:

http://www.oilcrash.com/italia.htm

Buona lettura

Giuseppe ha detto...

Anche l'uomo primitivo aveva problemi analoghi ad oggi, non credo che tutti al tempo erano capaci di procurarsi il cibo allo stesso modo , anche allora esistevano delle gerarchie dettate da altri parametri, la forza, la resistenza l'abilità venatoria, la fortuna e non ultime l'intelligenza e la furbizia.
Chi allora capiva il meccanismo e sapeva adattarsi sopravviveva ,gli altri no. Sembra forse brutto ammetterlo ma anche oggi è uguale, esistono degli ammortizzatori sociali, sovvenzioni,parametri contributivi e quanto altro , ma la regola fondamentale del gioco è rimasta la stessa con la differenza che oggi la divisione del lavoro e la globalizzazione hanno portato dei moltiplicatori alla capicità di ricchezza o alla propensione alla povertà pertanto se si entra nella spirale ascendente si aumenta di tanto il reddito ,se si entra in quella discendente si viene travolti dalla povertà . Il guaio è che tali scelte sono frutto di decisoni intraprese dalle politiche di nazioni,più che da singoli individui, pertanto chi non nasce nel paese giusto è già semicondannato. Se è vero che l'80% della ricchezza del pianeta è detenuto dal 20% della popolazione mondiale e che noi apparteniamo al quel 20% ,possiamo dire di essere nati dalla parte giusta , ciò nonostante ci sembra che l'euro ci abbia impoverito e che un tempo si viveva con meno soldi , ma un tempo avevamo anche meno consumi.
Un fatto certo è che anche oggi rispetto a dieci anni fa la vita è cambiata e la capacità di adattamento deve essere in continua metamorfosi così come lo è il mercato , non esistono posizioni consolidate o ricette della felicità . Oggi come ieri vale sempre quel bellisimo detto africano:" ogni giorno nella savana la gazzella si sveglia e se vuole sopravvivere deve cominciare a correre per non essere cacciata; ogni giorno nella savana il leone si sveglia e deve cominciare a correre se vuole cacciare. Che tu sia leone o gazzella non ha importanza , ma ogni mattina se vuoi sopravvivere comincia a correre".

Valdo_Stano ha detto...

A proposito di lavoro...

Avete mai notato come il lavoro, in Italia, da diritto costituzionale sia divenuto una sorta di "elargizione"? Come e quando è avvenuto ciò? Da quando è stato coniata, diffusa ed accettata la locuzione "datore di lavoro". Ponetevi queta semplice domanda: come può uno "dare" ad altri ciò che già a loro appartiene per diritto? Evidentemente la locuzione "datore di lavoro" è tendenziosa e andrebbe sostituita con "accaparratore di lavoro" -- colui che sottrae ad altri il diritto a lavorare per rivenderlo loro lucrandoci sopra.

Un mio collega, quando tanti anni fa ero giovinotto, citando un noto pedagogo del quale mi sfugge ora il nome mi disse con aria serissima: "Ricordati bene: la verbalizzazione, nell'uomo, precede sempre la concettualizzazione". Orwell, nel suo teorizzare sul newspeach (la lingua nuova) sosteneva nel 1948 lo stesso principio. Huxley faceva altrettanto nel 1932 (Brave New World) e ancora nel 1958. Se tanto mi da tanto, o erano tutti degli asini o qualcosa di vero deve esserci...

"Datore di lavoro" o "diritto al lavoro"?

Buona riflessione.

ippWeb ha detto...

Caro Giuseppe, secondo me hai ragione ma hai mancato il punto. Quello che dico nel post e' che oggi c'e' una capacita' tale di creare ricchezza (sopratutto nei paesi piu' industrializzati), che con un ora di lavoro al giorno (ho fatto un numero basso a caso) tutti dovrebbero poter sopravvivere . E datosi che la capacita' produttiva aumenta con gli anni, non si capisce perche' mio padre col suo stipendio 20 annifa poteva mantere una famiglia di 4 persone e io e mia moglie con due stipendi no. Anche nel paleolitico ci sara' stato qualcuno che approfittava degli altri, ma il concetto e' diverso anche perche' quello che succede oggi e' che ci togono il prodotto della nostra fatica ma noi non sappiano nemmeno chi e come lo ha fatto.
Per quanto riguarda Valdo_stano e il diritto al lavoro c'e' poco da dire, io non riesco a capire come fa a mancare il lavoro se ci sono tante cose che vanno fatte. Ci sono strade da sistemare (salerno-reggio solo per fare un nome), ci sono scuole da mandare avanti, anziani da accudire ecc. Dice ma non ci sono i soldi, ma se i soldi sono l'equivalente in valore del nostro lavoro, e' il lavoro che genra i soldi non il contrario, quindi e' chiaro che nell'attuale sistema monetario ci sono dei problemi. Come avrebbe fatto un abitante del paleolitico a mangiare se per cogliere le mele avesse aspettato l'invenzione dei soldi?

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

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